Comune di Trasacco

Trecento agricoltori firmano un esposto per dire no alla concorrenza sleale

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Inviato da staff 21 Ago 2009 - 10:47

Trasacco. Trecento agricoltori si sono uniti per dire basta alla concorrenza sleale francese, che ormai sta condizionando il mercato, e per chiedere, attraverso un esposto inviato alle alte cariche dello Stato, maggiori controlli sulle industrie locali che acquistano il prodotto importato per lavorarlo.



L'incontro di mercoledì, nato in modo del tutto spontaneo grazie alla volontà di tre giovani che hanno organizzato il tutto e l'hanno pubblicizzato attraverso i manifesti, è sintomo che gli agricoltori non ce la fanno proprio più a tollerare la concorrenza sleale e il comportamento disonesto dei commercianti. Il nome della patata del Fucino, noto in tutta Italia, viene sfruttato dai commercianti che però per realizzare gnocchi, fecola, patatine stick usano quella d'importazione che pagano molto meno. "I trasformatori dei prodotti agricoli impongono ai produttori del Fucino il prezzo di acquisto dei prodotti", ha spiegato un componente del comitato pro agricoltori Abruzzo, "poi però le rivendono alle catene di distribuzione e, contemporaneamente, acquistano il prodotto grezzo importato dalla Francia, ad un prezzo irrisorio, e lo usano per gnocchi, fecola, patatine stick, che poi rivendono come alimenti prodotti con patate del Fucino. Per questo noi chiediamo maggiori controlli sulle industrie". A preoccupare maggiormente gli agricoltori è proprio il prezzo delle patate che ormai sta calando vertiginosamente. Oggi un quintale di patate del Fucino viene acquistato a 12 euro, mentre lo scorso anno ne servivano 16. "Noi vogliamo richiamare l'attenzione delle Istituzioni preposte al fenomeno che si verifica in questi giorni", ha continuato l'agricoltore, "chiedendo al più presto maggiori controlli sulla trasformazione dei prodotti e sulle confezione di questi, sulle quali dovrebbe essere riportata la provenienza delle patate utilizzate e non solo il luogo dove sono stati realizzati". Gli agricoltori comunque non vogliono arrendersi e sono pronti a scendere in campo per una lunga battaglia pur di rivendicare i loro diritti. "In trecento abbiamo firmato l'esposto inviato al Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro dell'economia Giulio Tremonti, al Ministro delle politiche agricole Luca Zaia, al Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola e a tutti i rappresentanti istituzionali locali, per richiedere al più presto il loro intervento", ha concluso il rappresentante del comitato. "Le stesse persone sono pronte a scendere in strada per azioni dimostrative. La prima che faremo, forse già la prossima settimana, sarà a Roma. Regaleremo ai cittadini comuni, nelle vie più importanti della capitale, le patate del Fucino per far si che assaporandole possano capire la differenza con il prodotto importato dalla Francia".



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