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Quirino Lucarelli
QUIRINO LUCARELLI è nato a Trasacco il 29 giungo del 1926, dove è vissuto sino all’anno 1961, data in cui si è trasferito con la famiglia ad Avezzano, mantenendo tuttavia continui e stretti contatti con il suo paese di origine, nel quale tra l’altro vivevano ancora i suoi genitori, fratelli e sorelle. 
 
Laureato in Giurisprudenza, ha esercitato l’avvocatura ed è stato per qualche anno insegnante di lingua Francese per passare poi, in via definitiva, all’insegnamento del Diritto presso gli Istituti tecnici. Si è avvicinato alla poesia in età matura, dopo la perdita del figlio Claudio e della consorte, Tina, scomparsi a poca distanza di tempo l’uno dall’altra. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia dialettale abruzzese, conseguendovi sempre premi e riconoscimenti. Attento ricercatore e studioso di dialetti, tradizioni, costumi e storie popolari, in particolare del suo paese natale e della Marsica, ha pubblicato numerosi articoli su tali argomenti in giornali e riviste a diffusione regionale e nazionale. Particolare attenzione ha suscitato la pubblicazione di poesie dialettali raccolte nel volume “Ràtiche de paése”, Edizione dell’Urbe Roma 1988.
 
Ma l’opera sulla quale ha dedicato ben 34 anni della sua vita è stata la raccolta dialettale dal titolo “Biabbà”, pubblicata postuma nel 2002, racchiusa in tre volumi per complessive 2000 pagine, sulla quale ha iniziato a lavorare dal lontano 1964 fino a pochi giorni prima della sua morte, sopravvenuta il 10 aprile 1997. Alla pubblicazione di tale opera, ritenuta dalla critica di grande spessore letterario per i diversi aspetti che abbraccia, da quello antropologico a quello sociologico, da quello storico a quello narrativo, da quello dialettologico e dizionaristico a quello etnografico, ha contribuito suo fratello Tito, che vi ha dedicato a sua volta altri 8 anni, con la collaborazione, meno impegnativa ma pur sempre qualificata, di Francesco Cardarelli.
 

Nota di Alfonso Maria di Nola alla raccolta di poesie di Quirino Lucarelli “Ràtiche de paése”, Edizione dell’Urbe, 1988 

 

“(Le) poesie di Quirino Lucarelli …. sono, innanzi tutto, il raffinato documento della storia e del folklore locale, e dai versi emerge il pullulante universo dei contadini, degli operai, della gente comune, con i propri usi e costumi e con il suo parlare salace, quella gente in mezzo alla quale l’autore vive le sue ore più dense evocando, nel suo magico e eccezionale potere di narratore, i tempi passati. Ma c’è anche un Lucarelli che, nel contemplare con occhio di poeta la natura o nel rivivere la densità di interne emozioni, matura in una tensione lirica di estrema trasparenza, così che qui e lì appaiono modulazioni di limpida potenza lirica

          Alfonso Maria di Nola
 


Riferimenti critici sull’opera Biabbà 

 

“Biabbà è un’opera che costituisce…un modello di indagine diretta a scoprire ed evidenziare la Koiné di un gruppo sociale, uno spaccato antropologico-culturale in cui linguaggio, etnografia, paremiologia, leggende e superstizioni ci offrono la vera storia delle nostre comunità …. Vi è poi nell’opera Biabbà l’aspetto storico linguistico applicato in una vasta gamma di interessi che va dalla cultura materiale fino ai giochi per bambini…” 

         Franco Cercone
(Studioso di tradizioni e già docente di antropologia culturale presso l’università dell’Aquila)
 
  
“(Biabbà) si differenzia dalle altre raccolte dedicate ai dialetti della Marsica per mole per rigore metodologico ed è destinata a costituire un importante punto di riferimento per studi del genere sull’area. È la trascrizione di migliaia di schede compilate in oltre trent’anni di studi, in biblioteca, e di ricerche sul campo a Trasacco. Il risultato è una sorta di enciclopedia in cui oltre ai termini, sono riferiti avvenimenti, storie e aneddoti che si tramandano da generazioni,  ma di cui oggi si ha una conoscenza vaga. È un’interessante spaccato di una cultura contadina che andava scomparendo; di come si viveva, si parlava e ci si comportava nelle nostre vallate prima della diffusione della tv” 
   dalla rivista “Marsica” dicembre 2003


  
“Un’opera dialettale monumentale. Un’opera costata una vita. Una ricerca continua. Parliamo di Biabba……lavoro letterario che può essere considerato il più importante contributo allo studio dialettologico marsicano, sia dal punto di vista storico-sociologico che dal punto di vista etnografico-antropologico….Un vero e proprio trattato enciclopedico in grado di osservare il “Mondo Marsica” nella misura più penetrante. Quirino è riuscito a passare dall’aneddoto alla religione, dalla culinaria popolare alla toponomastica, dalla letteratura popolare alla linguistica dialettale, senza tralasciare i giochi popolari, la magia, gli usi e costumi popolari….Ha fotografato un universo che non esiste più salvandone la memoria” 

  da Nuovo Abruzzo

 “Ci sono voluti ben 42 anni per vedere ultimato un faraonico lavoro letterario del compianto avvocato Quirino Lucarelli. Si tratta di un’opera enciclopedica di tre volumi… un lavoro lungo e certosino, perché l’avvocato aveva raccolto le notizie soprattutto dalla viva voce della gente, i “poveri analfabeti”, …. per le strade e le piazze, nelle cantine e nei quartieri….. E’ stata davvero una fatica improba e nello stesso tempo meritoria di apprezzamento e di stima soprattutto per il salvataggio di cose che col tempo sarebbero senz’altro andate perdute e dimenticate”

    da Il Tempo
 

 
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