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Torre Febonio

La torre Muzio Febonio, alta 27,50 metri, a pianta quadrata, con la parte terminale a forma cilindri­ca, è stata innalzata in tre epoche diverse, come chiaramente attestano le tre tecniche differenti di muratura.
La prima struttura di base, che si erige per circa un terzo dell'intera altezza della torre, ancora oggi chiaramente individuabile ad occhio nudo, con feritoie semplici architravate, dalla tecnica muraria più grossolana, alcuni studiosi la fanno risalire ad epoca romana o comunque sorgente su un nucleo architettonico di quell' epoca, forse il palazzo imperiale che Gaudio fece innalzare per l'imperatrice Messalina, quando venne nella Marsica per tentare l'impresa del prosciuga­mento del lago. Altri storici, la fanno risalire al primo medioevo.
  
La parte mediana, caratterizzata da una cortina a blocchetti squadrati, dalle aperture bifore, dai merli rettangolari impostati a filo, senza apparato a sporgere, e dalla garitta (forse latrina) a sbal­zo sul lato sud, si fa risalire a prima della fine dell' anno mille.
L'ultima parte a forma cilindrica, poggiante su tutta la struttura sottostante a forma di parallele­pipedo, con apparato a sporgere dotato di beccatelli a mensoloni ed archetti archiacuti del tipo presenti nelle architetture difensive rinascimentali delle rocche degli Orsini, Colonna e Piccolomini della Marsica, è senz' altro posteriore al sec. XIV.
     
La sua costruzione, dunque, nonostante il nome che porta, non fu opera dei Febonio. È probabi­le che il nome derivi dal fatto che la suddetta famiglia l'ha posseduta ed utilizzata a suo comodo quale amministratrice a Trasacco dei beni patrimoniali dei Colonna di Roma, almeno a partire dal sec. XVI.
Le notizie storiche certe più antiche sulla torre risalgono al X secolo e sono contenute nella cro­naca Farfense e in quella Cassinense, quest'ultima redatta dal Cardinale Ostiense, rispettivamen­te dei secoli X e XII.
   
La cronaca del cardinale Ostiense riporta notizie generiche sulla torre parlando di una invasione subita da Trasacco da parte di orde di barbari, gli Ungari, di passaggio nel centro Italia, nel 937, i quali bruciarono e rasero praticamente al suolo l'intero paese, compreso la Basilica dei Santi Rufino e Cesidio e la torre.
   
La cronaca Farfense riferisce più specificatamente della presenza della torre nella "Villa Transaquas", dicendo che nell' anno 970 in detta torre si amministrava la giustizia. A quei tempi, infatti, sulla scia della prassi inaugurata dagli imperatori carolingi, a tenere i processi giudiziari era addirittura l'Imperatore o il Re o il Principe direttamente; e quando costoro erano impediti a presiedervi delegavano altri personaggi della Corte, i quali si recavano nei luoghi di competenza per tenere il "placito" (cosi all'epoca erano detti i processi) e rendere giustizia in nome dei man­danti. Carlo Magno aveva denominato coloro che venivano da lui delegati a rendere giustizia in sua vece "Missi Dominici".
Ora, sulla base di quanto riportato dalla "Cronica Farfense" e della certezza storica dei "Missi Dominici", è ragionevole dedurre che "via Castel Missino", la strada in fondo alla quale è ubicata la torre", derivi proprio dal "Missus", ossia il giudice di giustizia. Da rilevare, inoltre, che la sud­detta torre da taluni è denominata anche "Castel Missino", ed è da ritenere abbia derivato tale nome proprio per la sua antica funzione di sede della corte di giustizia, fungendo allo stesso tempo da for­tezza per la custodia dei giudicandi per colpe penali.
 
La torre è stata sicuramente utilizzata come punto di osservazione sul lago di Fucino per preve­nire e difendersi da eventuali attacchi armati, nonché come faro di riferimento per i pescatori che navigavano di notte sul lago.
 
II terremoto del 13 gennaio del 1915 ha causato il crollo di un'ampia parte della merlatura supe­riore e l'apertura di varie crepe.
  
Ha subito un primo restauro all'inizio degli anni 70 e l'ultimo è iniziato nel 2003.

Tito Lucarelli
(bibliografia "BIABBA' " di Quirino Lucarelli)

 
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